|
📢Comunicato stampa UDI MODENA sulla nuova quaranta giorni “per la vita” davanti al Policlinico di Modena:
♀️L’UDI - Unione donne in Italia di Modena apprende con amarezza che la Questura ha autorizzato una nuova “40 Days for Life” antiabortista, la terza in 12 mesi in città, e che andrà in scena fino al 3 novembre prossimo sulla strada obbligata di accesso all’Ospedale Policlinico. ♀️Deduciamo con grande delusione che a nulla sia valsa l’interlocuzione aperta con la Questura di Modena, così come aver edotto del problema il Tavolo tecnico della Prefettura “per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne”. ♀️É da quindici anni che l’UDI è in prima linea nel denunciare la presenza, tollerata colpevolmente sin qui dalle istituzioni cittadine, di fondamentalisti religiosi ultracattolici davanti all’ospedale nei giorni della settimana in cui si praticano le interruzioni volontarie di gravidanza, nel pieno rispetto della Legge 194/1978, voluta dalle donne e voluta dall’UDI. ♀️Il motivo della nostra lunga protesta, talmente lunga da logorare la fiducia nelle istituzioni, è che gli antiabortisti, che “pregano per i bambini uccisi” e implorano mamme e personale medico di “lasciarli vivere”, non sono lì per manifestare legittimamente la loro posizione contraria alla Legge avvalendosi del diritto irrinunciabile di libertà di espressione o di culto - altrimenti potrebbero farlo ovunque e non necessariamente davanti all’ospedale - ma sono lì per intercettare le donne che accedono alla struttura, usare loro contro violenza psicologica, intimidirle, dissuaderle, colpevolizzarle giudicandole nella loro difficile scelta, facendo leva su una condizione di estrema vulnerabilità. Per l’UDI questa è violenza patriarcale contro le donne, la stessa che le istituzioni cittadine in un imbarazzante cortocircuito si proporrebbero di debellare. ♀️In occasione della prima “Quaranta giorni per la vita”, organizzata nell’autunno 2023, l’UDI aveva chiamato pubblicamente a raccolta le altre realtà cittadine per fare fronte comune, sarebbe bene ricordarselo. Ne è conseguito un presidio in Largo del Pozzo e un sit-in in Piazza Torre, quest’ultimo indetto da un comitato organizzativo ampio che comprendeva tutte le realtà aderenti. Poi in primavera è stato autorizzata la seconda “Quaranta giorni per la vita”. A quel punto l’UDI, dopo aver avuto negli anni interlocuzioni a più riprese con il Comune, il Policlinico e persino con vicari e vescovi di Modena, ha cercato una interlocuzione diretta con la Questura. Il risultato è, come è evidente, un nulla di fatto. Avevamo chiesto che nessuna manifestazione venisse autorizzata davanti a un luogo sensibile come un ospedale, che non può essere reso ostaggio di contese. Avevamo chiesto di autorizzare altri luoghi per la legittima libertà di espressione delle persone contrarie alla Legge 194. Ciò che non si vuole vedere è che il fine di queste maratone per la vita sia erodere l’autodeterminazione delle donne. Ciò che, invece, vogliamo far rilevare noi è che è intollerabile che gli antiabortisti siano esauditi - ed è proprio il caso di dirlo - nelle loro preghiere. ♀️Dato il contesto, teniamo perciò a evidenziare che abbiamo accolto con grande favore le parole del neo Sindaco, Massimo Mezzetti, e ci auguriamo che la città possa trarne beneficio, tuttavia con un’accortezza: esiste una differenza non trascurabile nel rivendicare la risoluzione di questo problema parlando di “donne” che si ritrovano a gestire una gravidanza indesiderata, oppure di “soggettività” o “persone con utero” per includere tutti i particolarismi identitari possibili, forzando un neutro che non esiste, che cancella le donne per consentire altre pur legittime battaglie, e che fa implodere la premessa politica stessa del femminismo come movimento secolare, che sulla differenza sessuale ha impostato le sue ragioni e le sue lotte. Ed è precisamente per questo che l’UDI non fa parte della Rete Pro Choice. UDI - Unione donne in Italia di Modena Modena, 27 settembre 2024
0 Comments
UNA BAMBOLA PER DENUNCIARE la deumanizzazione che è alla base della violenza contro le donne.
Con il tuo contributo ci permetti di continuare a costituirci parte civile nei tribunali a sostegno dei diritti delle donne. Subire la violenza non è nel nostro destino. Per ogni donna offesa, siamo tutte parte lesa. Udi Modena si regge sull’autofinanziamento: il tuo contributo per noi è molto importante. Per maggiori informazioni, contattaci a [email protected] Lo scorso giugno 2024 ci è venuta a trovare Kadra Jama, socia UDI Modena residente a Parigi.
Come ogni anno, Kadra torna a Modena e a Carpi in occasione dell’anniversario del femminicidio di sua nipote Barbara Cuppini uccisa nel 2011. Quest’anno il nostro incontro è avvenuto a pochi giorni dal femminicidio di ANNA SVIRIDENKO che ci ha visto manifestare in Piazza Grande a Modena il 17 giugno 2024. La strage delle donne non accenna a diminuire. |




RSS Feed