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Comunicato UDI Modena, 27.12.2024
Ancora uno sfregio alla Legge 194, alle donne e al personale sanitario del Policlinico di Modena. Sabato 28 dicembre andrà nuovamente in scena la mortificazione del principio di autodeterminazione delle donne e dell'inviolabilita' dei loro corpi sui quali, da sempre, il patriarcato erige il proprio potere facendone ostaggio di culti o ideologie, sottraendoli alle donne fino a cancellarli, o addirittura negarli. La Papa Giovanni XXIII e la realtà della "40 Days for Life", infatti, porranno tanti lumini sulla soglia dell'ospedale quanti sono stati gli aborti praticati nel corso del 2024. Obiettivo: colpevolizzare, colpevolizzare, colpevolizzare. "C'è una strana malafede-scriveva Simone de Beauvoir- nel conciliare il disprezzo per le donne con il rispetto di cui si circondano le madri". Era il 1949 e colpisce che sia una considerazione ancora oscenamente attuale. Abbiamo aperto, dopo averlo fatto con Prefettura e Questura, una interlocuzione, crediamo proficua, con il Sindaco Mezzetti che abbiamo incontrato l'8 novembre scorso: l'ipotesi di non consentire alcuna manifestazione davanti un luogo sensibile come un ospedale ci sembra la direzione più opportuna da intraprendere, quella che da quindici anni indichiamo a una comunità incapace di ascolto. Preferiamo intendere così la soluzione che proponiamo dal momento che parlare di "zone cuscinetto" alimenta una concezione bellica della questione: ma se è vero che contro le donne è in corso da tempo una guerra feroce, ammantata da mestizia penitente o disinibito iperliberismo, rivendichiamo che il corpo delle donne smetta di essere conteso: smetta di essere bottino di guerra di questo o quell'altro schieramento. Non siamo la posta in gioco di nessuno. UDI Modena *UDI Modena non aderisce alla Rete Pro-Choice Modena, come già dichiarato lo scorso settembre.
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Giovedì 19 dicembre ore 12,45: UDI Modena sarà su RAI 3 a "Quante storie" con un'intervista a Serena Ballista, Presidente UDI Modena.
Guarda la puntata Pisa, 17 dicembre 2024.
UDI MODENA rimane accanto alla "madre di Pisa", imputata per calunnia per aver denunciato le modalità disumane di prelievo coatto del figlio, sottrattole dallo Stato sulla base di accuse di "alienazione parentale", giudicate poi infondate dalla stessa Cassazione. Il processo sta per volgere al termine. Prossima e ultima udienza prevista per il 2 aprile 2025. Noi ci saremo. Perché? Per contribuire a mostrare la violenza istituzionale agita contro questa donna e suo figlio, ancor più grave - se possibile - di quella agita da chi avrebbe dovuto averne a cuore la serenità, nonostante la fine di una relazione amorosa. Ci vogliono pazze, esagerate, inadatte, cattive, bugiarde, manipolatrici. E invece siamo solo libere , massimo atto di insubordinazione per una donna a cui riparare attraverso la violenza vicaria, accordata sin qui troppe volte istituzionalmente. Abbiamo un'ambizione ed è che i luoghi di Giustizia siano luoghi di prevenzione della violenza patriarcale contro le donne, non della sua normalizzazione. UDI MODENA sarà fisicamente presente a Pisa il 17 dicembre prossimo.
Esserci, con l'ingombro dei nostri corpi, sostanzia la nostra politica. Per la "madre di Pisa", da parte lesa a imputata. Si chiama violenza istituzionale. UDI - Unione Donne in Italia Rilanciamo il CS a cui aderiamo: (DIRE) Roma, 12 dic. - "La violenza sulle donne ha molti volti. E questo forse è il peggiore: quando una madre vuole proteggere sé stessa ed il proprio figlio e invece subisce rivittimizzazione da quelle istituzioni che dovrebbero proteggerla e tutelarla. Martedì 17 Dicembre prossimo, alle 9.30, si terrà forse l'ultima udienza di una lunga serie, dell'ennesimo processo che vede imputata una madre, per calunnia. Siamo sconvolte da quanto una donna debba sopportare. Accusata e punita per aver parlato, raccontato e chiesto aiuto! E a chi dovremmo rivolgerci se non alle istituzioni quando un nostro diritto e quello dei nostri figli viene calpestato? Ma se queste sono intrise delle stesse dinamiche e paradigmi patriarcali che invece dovrebbero condannare moralmente e giuridicamente, come dobbiamo fare?". Così in un comunicato di denuncia sul caso della mamma di Pisa le donne e le madri di MaternaMente e MovimentiAMOci Vicenza. "Una madre e suo figlio da 10 anni- scrivono le associazioni-subiscono una vera persecuzione giudiziaria. Lei, aveva denunciato le violenze, ma la sua denuncia (come accade troppo spesso) venne archiviata nonostante le prove. Il figlio costretto contro la sua volontà a frequentare il padre. E la madre accusata di essere lei la causa del rifiuto del bimbo. Punita con un prelievo coatto del figlio. Undici poliziotti a portarglielo via. Sfondate porte e divelte telecamere. Il bimbo sotto evidente stato di shock. Neanche le raccomandazioni del giudice ad interrompere l'azione in caso di sofferenza psico-fisica del minore, sono servite. Ed oggi viene accusata lei per aver denunciato la violenza subita. La madre di Pisa è difesa dalle avvocate di Differenza Donna. Come madri e donne femministe, invitiamo a partecipare e a sostenerla moralmente e umanamente. Il processo è a porte aperte. Perché in Italia ci sono molte Jiselle Pelicot. Donne dal coraggio e dalla dignità enorme. La differenza siamo noi a farla. Sta a noi tutte dare risalto e valore alla lotta che una donna affronta non contro un singolo uomo ma contro un intero sistema. Sistema che ha in sé le stesse radici della violenza maschile", concludono le associazioni. 12-12-24 |










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