Unione Donne in Italia - UDI Modena
  • Home
  • CHI SIAMO
    • L'UDI DI MODENA
    • Tesseramento 2026
    • Calendario UDI 2026
    • Comunicati stampa
    • 5 X MILLE
    • Trasparenza
  • 8 MARZO
  • Cosa facciamo
    • 80° UDI MODENA >
      • SCUOLA DI POLITICA FEMMINISTA
      • Mostra “Presenti al nostro tempo"
    • Iniziative pubbliche
    • Noi? Mai state zitte!
    • Progetto "Stop al Femminicidio"
    • #Maistatezitte!
    • ALTRI PROGETTI
    • Campagne
  • Blog
  • ARCHIVI
    • ARCHIVIO UDI MODENA presso Cdd
    • Rete archivi regionale
    • Associazione Nazionale degli Archivi UDI
  • CONTATTI

Comunicato UDI MODENA

2/18/2025

0 Comments

 
Picture
NON FU FEMMINICIDIO

Non fu femminicidio. Così si esprime la Corte D’Assise di Bologna allo scopo di escludere le Associazioni femministe UDI, Casa delle Donne, Sos Donna, Mondo Donna e Malala dalla costituzione di parte civile per il processo a Giampiero Gualandri, 63 anni, ex comandante e agente della polizia municipale di Anzola Emilia, che il 16 maggio 2024 freddò con un colpo di pistola in faccia, a distanza ravvicinata, Sonia Stefani, 33 anni, ex dipendente sua sottoposta dello stesso comando, con la quale aveva avuto una relazione.

Che le Associazioni esperte di violenza maschile sulle donne non risultino gradite nei tribunali italici è dimostrato da recenti sentenze analoghe. Clamorosa quella in occasione del processo per il femminicidio di Giulia Cecchettin, dove non è stato riconosciuto il valore politico della presenza delle Associazioni femministe, riducendo un delitto che ha sconvolto l’Italia a fatto meramente privato, salvo poi celebrare il processo a favore di reti televisive.

Ciò che stride soprattutto sono le motivazioni addotte sotto le quali è facile intravvedere un’ostinata alzata di scudi a protezione di quel patriarcato egemone che più volte la Cedu ha bacchettato. Nello specifico, la Corte d’Assise di Bologna così si esprime: Non fu femminicidio perché “commesso per sottrarsi alle insistenze della vittima nel proseguire la relazione, nonostante il disagio e i continui tentativi di lui di porvi fine”. Insomma per la Corte non ci sono gli elementi per ricondurre il fatto alla definizione di femminicidio, “mancando qualsiasi riferimento alla lesione della sfera di autodeterminazione della donna, ad atti di maltrattamento, discriminazione e prevaricazione tipici della violenza di genere”. E da qui ti accorgi quanto l’ignoranza in materia (la tanto lamentata mancanza di formazione dei magistrati) si trasformi in tracotanza, in virtù della posizione di potere. Intanto, appare contraddittorio che in tribunale si discuta di femminicidio o meno dal momento che nell’attuale ordinamento penale non è riconosciuto il reato di femminicidio come fattispecie a sé. L’assassinio di una donna esattamente come quello di un uomo viene punito dall’art. 575 c.p. dove il “chiunque cagiona la morte di un uomo” tradisce la dimensione androcentrica del diritto penale. O vogliamo giocare d’anticipo, eliminando il reato di femminicidio ancor prima di averlo introdotto nel codice penale, sulla scia dell’Argentina che fa marcia indietro dopo 13 anni, considerando l’aggravante del femminicidio una “distorsione del concetto di uguaglianza”?

“La legge è uguale per tutti, ma per alcuni è più uguale degli altri” (George Orwell), sicuramente “delle altre”.

Sembra già delinearsi la strategia di legittimazione del femminicidio di Sonia Stefani, nel ribaltamento dei ruoli vittima-carnefice, secondo una collaudata strategia difensiva. E’ lui, il pover uomo a trovarsi in una situazione di disagio causato dalle insistenze della vittima: verrebbe da dire che il delitto è “umanamente comprensibile” prendendo in prestito una recente sentenza, partorita dalla Corte D’Assise di Modena, relativa al duplice femminicidio di Gabriela Trandafir e della figlia Renata per mano di Salvatore Montefusco, dove l’alta conflittualità e il timore di perdere casa e figlio sembrano giustificare la mattanza. 

Non è lesa l’autodeterminazione della donna se lei è parte attiva nella dinamica relazionale? Se non subisce passivamente le prevaricazioni maschili? Che immagine di donna c’è dietro queste affermazioni, se non lo stereotipo di donna subordinata ai desiderata maschili, mero oggetto cui viene negata soggettività. Perché a un uomo viene riconosciuto il diritto di difendere il proprio “onore” quando viene tradito o lasciato, mentre una donna deve accettare passivamente di essere il giocattolo del momento, passatempo usa e getta, senza dignità e amor proprio? O è l’onore del Corpo che la divisa indossata dall’assassino rappresenta a esigere la lente oscurante del travisamento dei fatti, con tutte le carte truccate che la difesa è pronta a giocare? Ce lo domandiamo.

Una cosa è certa: se si pensa di silenziare le Associazioni, escludendole dalla dinamica processuale, si commette un grosso errore di valutazione. Fuori o dentro le aule di giustizia continueremo la nostra azione di protesta, di denuncia della violenza del singolo uomo e delle istituzioni che la proteggono. E soprattutto nessuno ci potrà impedire di offrire vicinanza e sostegno alle vittime e ai loro familiari. “Per ogni donna offesa siamo tutte parte lesa".

* il testo è stato scritto da Giovanna Ferrari, Coordinamento UDI Modena ​
0 Comments



Leave a Reply.

    Archives

    February 2026
    March 2025
    February 2025
    January 2025
    December 2024
    November 2024
    October 2024
    September 2024
    June 2024
    May 2024
    April 2024
    March 2024
    February 2024
    June 2022
    March 2022
    September 2021
    August 2021
    April 2021
    January 2021
    October 2020
    October 2019

    Categories

    All

    RSS Feed

UDI MODENA

​
www.udimodena.com
[email protected]
​Str. Vaciglio nord, 6 - 41125 Modena
059 21 53 122

​
  • Home
  • CHI SIAMO
    • L'UDI DI MODENA
    • Tesseramento 2026
    • Calendario UDI 2026
    • Comunicati stampa
    • 5 X MILLE
    • Trasparenza
  • 8 MARZO
  • Cosa facciamo
    • 80° UDI MODENA >
      • SCUOLA DI POLITICA FEMMINISTA
      • Mostra “Presenti al nostro tempo"
    • Iniziative pubbliche
    • Noi? Mai state zitte!
    • Progetto "Stop al Femminicidio"
    • #Maistatezitte!
    • ALTRI PROGETTI
    • Campagne
  • Blog
  • ARCHIVI
    • ARCHIVIO UDI MODENA presso Cdd
    • Rete archivi regionale
    • Associazione Nazionale degli Archivi UDI
  • CONTATTI